La chetosi nei bovini: cause, sintomi, trattamento e prevenzione

La chetosi è il disturbo metabolico dei bovini più diffuso nelle aziende agricole moderne. A causa della sua frequenza, più che una malattia vera e propria la si potrebbe definire come una condizione dei bovini produttivi dei nostri giorni. Specialmente nella sua forma subclinica, la chetosi si presenta in seguito a uno squilibrio energetico dovuto alla lattazione intensiva dopo la figliatura.

Cause della chetosi

Mancanza di energia

La causa principale della chetosi è l’assenza di glucosio nel corpo. Alla fine della gestazione, il corpo dirotta il glucosio verso lo sviluppo del piccolo e, quando inizia la lattazione, la sintesi del lattosio e dei grassi del latte necessita di grandi quantità di glucosio, mentre la quantità di riserva nel corpo è limitata. I bovini hanno bisogno di 50 g di glucosio per produrre 1 litro di latte con il 4.8 per cento di lattosio e il 4 per cento di latte grasso. Se la dieta non fornisce carboidrati sufficienti per il glucosio, il corpo del bovino compensa il deficit di energia utilizzando il grasso corporeo ed i tessuti muscolari. Gestendo adeguatamente gli animali durante il periodo di transizione, un’azienda agricola può contenere lo squilibrio energetico senza particolari difficoltà. Ma se il bilanciamento è troppo invasivo, o si commettono degli errori durante il periodo di transizione, c’è il rischio effettivo che si presenti la chetosi.

La lattazione

La maggior parte dei bovini soffre di chetosi durante il terzo periodo di lattazione, mentre la malattia si presenta meno spesso nell’ultimo stadio della lattazione o a metà della stessa. Nei primi 10 giorni di lattazione la produzione di latte aumenta in modo considerevole, e l’assorbimento del cibo cresce lentamente: dunque lo squilibrio energetico raggiunge il massimo attorno al 7-14 giorno dopo la figliazione. Nelle prime settimane dopo la figliazione (di solito 4-8), lo squilibrio energetico è inevitabile, ma ciò non significa che l’animale si ammalerà in modo grave.

Obesità

I bovini con alta produttività e alto valore nutrizionale rientrano nel gruppo ad alto rischio. Una significativa riduzione del peso e della produzione di latte dopo la figliazione riflette lo squilibrio energetico caratteristico della chetosi. Più il bovino è obeso alla figliazione, più è probabile che perderà peso dopo la stessa.

In molte nazioni europee, lo sviluppo di tessuti muscolari e grassi viene valutato dalla tabella “BCS” (body condition score – punteggio della condizione del corpo). Un bovino molto magro viene valutato 1 punto (assenza quasi completa di grasso e muscoli poco sviluppati), mentre un bovino molto grasso viene valutato 5 punti (tessuto adiposo abbondante e muscoli ben sviluppati). I bovini si ammalano raramente di chetosi quando il punteggio si aggira su 3-3.5 al momento della figliazione (i tessuti muscolari sono ben sviluppati, mentre le riserve di grassi sono limitate).

Alimentazione non adeguata

La chetosi è spesso chiamata la malattia della “fame”: è un disturbo del metabolismo delle proteine, dei carboidrati e dei grassi, che si presenta quando i chetoni aumentano nel corpo. Una dieta inadeguatamente bilanciata (carente di carboidrati), o una bassa qualità del cibo (es. insilato di mais di bassa qualità) sono alcuni dei fattori che possono portare alla chetosi. Durante la figliazione, il rumine del bovino deve avere una capacità di almeno 100 l. Il rumine dei bovini con una buona alimentazione, basata su cibi altamente nutrienti (ricchi di amido, proteine e con poche fibre difficili da digerire) presenta una capacità di soli 50-80 litri durante la figliazione. Questi bovini hanno una figliazione più difficile, non riescono a mangiare molto cibo ed alla fine della figliazione ingrassano. Tuttavia, questa tendenza può essere facilmente corretta modificando la dieta. Durante il periodo secco, i bovini andrebbero nutriti con più foraggio possibile. È sconsigliabile somministrare grandi quantità di foraggio sgradevole e poco digeribile: al contrario, se il foraggio viene tagliato adeguatamente e ben mescolato con erba o silaggio di mais, di solito ha un effetto benefico. È molto importante mescolarlo bene, in modo che i residui di cibo non siano solo di foraggio.

La malattia spesso si presenta non perché il bovino non venga nutrito, ma perché non è in grado di assorbire cibo a sufficienza.

Genetica

La chetosi di solito si presenta nei bovini con un grande potenziale genetico. Durante il loro allevamento, ci si preoccupa molto della quantità della produzione: ma è fisiologicamente difficile, per questi animali, soddisfare il fabbisogno energetico – a causa dell’alta produzione di latte durante il periodo intensivo di lattazione. Si tratta di una sfida non solo per l’animale stesso, ma anche per l’agricoltore – perché tutto è strettamente correlato alle varie malattie o ad altri problemi.

Sintomi e tipi di chetosi nei bovini da latte

La chetosi viene descritta come clinica o subclinica in base ai sintomi clinici, a seconda della loro presenza o assenza.

Nella chetosi clinica, l’odore di acetone permea l’aria della stalla: gli animali malati mangiano male, la produzione di latte diminuisce, la sua consistenza cambia ed il pH aumenta. Nella forma tipica della malattia, i bovini malati presentano segnali ricorrenti: si leccano la pelle, perdono rapidamente peso, si muovono con lentezza e presentano un leggero inarcamento della schiena. Con il progredire della malattia, si possono verificare fenomeni nervosi: le bestie tendono a camminare in circolo, a incrociare le zampe, a sostenere la testa su un palo o su un muro. A volte accusano cecità temporanea, i movimenti non sono coordinati e la masticazione è accompagnata da salivazione abbondante.

Le perdite

Questa malattia metabolica causa considerevoli perdite economiche, incidendo sulla produzione di latte per il resto della lattazione, e scatenando effetti avversi sulla riproduzione e sul sistema immunitario degli animali. I bovini affetti dalla forma subclinica mangiano fino al 20% in meno di sostanze secche e danno ~2-3 kg in meno di latte al giorno. Si è stabilito che nelle mandrie ad alta produttività, fino al 50 per cento dei bovini può soffrire di chetosi subclinica, ed il 20-30 per cento di questi casi progredirà nella forma clinica.

La chetosi subclinica ha un impatto diretto sulla fertilizzazione (i bovini devono essere inseminati più di 3 volte), poiché inibisce la produzione di latte fresco a causa della perdita di peso e dell’endometrite. In maniera indiretta, la chetosi latente influenza la mastite e la zoppìa.

Come si individual la chetosi nei bovini?

Test del sangue in laboratorio

L’aumento della concentrazione di idrossibutirrato nel sangue (>1.2 μmol/l) è considerato lo standard diagnostico della chetosi. Se a segnalare lo squilibrio – oltre al test del sangue – concorrono segnali clinici, la chetosi viene definita clinica.  Subclinica, invece, se i segnali sono assenti.

Dopo la figliazione i bovini perdono molto peso, la produzione di latte si riduce e gli animali sono più soggetti alla costipazione. I piccoli dei bovini affetti da chetosi sono più esposti all’infezione. Più la chetosi clinica è intensa, più l’animale tende a soffrire di mastite e endometrite, con conseguenze a carico del ciclo riproduttivo. Spesso, con la malattia, si presenta uno spostamento dell’abomaso. Nella stessa fase di lattazione, aumenta il rischio di steatosi epatica.

Ipoglicemia, chetonemia, chetonuria sono segnali caratteristici della chetosi. Un altro sintomo può essere l’abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue (20-40 mg/dl). È opportuno valutare i livelli di chetone (specialmente BHB) nel sangue o in altri fluidi, perché l’aumento nella loro concentrazione riflette in modo più preciso la progressione della malattia. I test di laboratorio sono un metodo preciso ed efficace per diagnosticare la chetosi, ma non sempre pratico e veloce – poiché richiedono personale qualificato ed attrezzature speciali. Bisogna prelevare i campioni, preparare ed inviare i test al laboratorio e poi valutare i risultati ottenuti con l’aiuto di specialisti. La procedura richiede tempo e costi aggiuntivi, e gli animali vengono sottoposti a stress durante le procedure veterinarie.

Test rapidi

Come alternativa ai test di laboratorio, sono stati sviluppati test rapidi e meter mobili per individuare i corpi chetonici nel latte.  Questi test sono semplici, veloci ed economici. Tuttavia non sempre sono risultano pratici – specialmente per le grandi aziende, che devono esaminare molti animali. Anche in questo caso, c’è bisogno  di personale qualificato per fare i test e prendere in tempo le decisioni adeguate.

Diagnosi della chetosi con BROLIS HerdLine

L’analizzatore integrato del latte BROLIS HerdLine è una sorta di piccolo laboratorio di cui potrai disporre direttamente nella tua azienda agricola. L’analizzatore esamina la composizione del latte di ciascun bovino durante ogni mungitura. Viene installato nelle stalle per la mungitura o sui robot e non utilizza reagenti o campioni aggiuntivi.

L’analisi delle variazioni dei grassi, delle proteine o di altri indicatori del latte può evidenziare in tempo i primi segnali della chetosi. Poiché questi dati vengono raccolti costantemente, il nostro metodo di diagnosi è senz’altro tra i più affidabili.

Per saperne di più

Linee guida per la diagnosi della chetosi BROLIS HerdLine:

  • 2-4 settimane prima della chetosi, si nota una riduzione della produzione del latte.
  • La quantità e la proporzione dei componenti del latte (proteine, grassi, lattosio) cambiano.
  • Il rapporto tra grassi e proteine nei bovini in salute dovrebbe essere di ~1.2. Quando il rapporto si avvicina al limite di 1.4, si può sospettare una chetosi subclinica, mentre se si eccede il limite e appaiono i sintomi della malattia, si parla di chetosi clinica.

La diagnosi precoce della chetosi subclinica può essere effettuata con un trattamento semplice e facile – profilassi – aumentando l’apporto di sostanze energetiche. Con il progredire della malattia verso la forma clinica, il trattamento può durare 2-5 giorni. Le complicazioni possono richiedere dei trattamenti più seri con farmaci antiinfiammatori o antibiotici. In questo caso il latte non deve essere venduto, nel rispetto dei requisiti e delle sospensioni previste per legge.

Trattamento della chetosi nei bovini da latte

A seconda della gravità accertata della malattia e degli agenti scatenanti, il veterinario prescrive il trattamento. Ma vale la pena ricordare alcuni consigli generali:

  • I bovini svezzati devono essere nutriti con crusca ad alto contenuto di fibre preparata adeguatamente, per stimolare la ruminazione e mantenere il volume del rumine.
  • Utilizzare sostanze glucoplastiche (propionato di sodio, glicol-propilene, glicerolo, monensina) e altri strumenti veterinari ed additivi per ristabilire più velocemente l’apporto energetico nei bovini in caso di malattia.

Prevenzione della chetosi nei bovini

Al fine di evitare la chetosi e di mantenere un latte di buona qualità, è molto importante la prevenzione:

  • Assicurare un’ottimale condizione fisica del bovino. Il punteggio di 3.0-3.5 alla figliazione è considerato ideale.
  • Un paio di settimane prima della figliazione, introdurre cibo concentrato nella dieta dell’animale in piccole quantità, incrementando il valore energetico.
  • All’inizio della lattazione, cambiare gradualmente la dieta ed evitare il cibo di bassa qualità. Non aumentare improvvisamente la quantità di concentrati.
  • Fare più attenzione ai bovini nel primo mese dopo la figliazione. Paresi, metrite, ritenzione della placenta e altri fattori aumentano il rischio di chetosi e possono influenzare l’efficienza del resto della lattazione.
  • Nei sistemi di stabulazione più liberi, si raccomanda di formare un gruppo separato per i bovini da latte fresco in modo da facilitare il monitoraggio e il controllo degli animali. Le buone condizioni di stabulazione sono necessarie per rendere il meno stressante possibile l’esperienza dell’animale.
  • Effettuare periodicamente dei test del sangue, del latte e delle urine per monitorare i corpi chetonici ed altri indicatori.
  • Monitorare ed analizzare le variazioni nei parametri del latte con BROLIS HerdLine, specialmente nei primi mesi della lattazione. L’analizzatore integrato può fornire molte informazioni utili sullo stato della mammella nei bovini. I dati raccolti sulle variazioni della composizione del latte e di altri indicatori durante la mungitura consentono l’identificazione rapida ed efficiente degli animali che presentano alterazioni fisiche inconsuete per degli organismi in salute. Attraverso la valutazione dei valori dei grassi, delle proteine, del lattosio e di altri indicatori ottenuti durante la mungitura, il sistema fornisce immediatamente dei dati sugli animali a rischio di chetosi. In questo modo è possibile prendere rapidamente delle decisioni, prevenendo la progressione della malattia.